Se non riesci a vedere il film

Risolvi il problema cambiando l'impostazione del server DNS sul tuo computer in pochi click. Come cambiare DNS

Consigliato da 1 persone
Di seguito viene svelata del tutto o in parte la trama del film
PinocchioPinocchio è il protagonista principale del romanzo per ragazzi Le avventure di Pinocchio.

Storia di un burattino di Carlo Lorenzini detto Collodi, che ha avuto un successo straordinario in tutto il mondo.Nel romanzo Geppetto spiega che si chiama Pinocchio perché è un nome a lui conosciuto:Lo voglio chiamar Pinocchio.

Questo nome gli porterà fortuna.

Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene.

Il più ricco di loro chiedeva l'elemosina.–»L'origine del nome non è chiara: se è vero che pinocchio significa «pinolo»,[1] esistono molti altri cognomi simili con pin- che derivano da Pino, ipocoristico aferetico di Giuseppino (a sua volta diminutivo o vezzeggiativo di Giuseppe, come anche lo stesso Geppetto) o anche di Filippino (da Filippo) e Iacopino (da Iacopo o Giacomo).[2]Pinocchina indicava inoltre, nel fiorentino vernacolo di qualche tempo fa, una gallina o donna piccola e un po' grassoccia ma ben proporzionata.[3]Pinocchio è una marionetta (ovvero un pupazzo di legno che si manovra con i fili) e non un burattino (che invece viene manovrato da sotto infilandovi la mano dentro).

Nel libro però è chiamato, impropriamente, burattino, da qui l'equivoco.

Per una caratteristica singolare, il pezzo di legno da cui è ricavato è animato, per cui Pinocchio, rimanendo pur sempre un semplice pupazzo di legno, si muove da solo, cammina, parla, mangia (per es.

cap.

XIII, presso l'Osteria del Gambero Rosso in compagnia del Gatto e della Volpe).

Nel corso del romanzo però assistiamo ad alcune trasformazioni: dopo aver promesso alla Fata di smettere di essere un burattino e di voler diventare un vero ragazzo, fugge con Lucignolo nel «Paese dei Balocchi» e finisce per trasformarsi, dopo cinque mesi di cuccagna, in un asino, finendo in una compagnia di pagliacci.

Nell'ultimo capitolo Pinocchio, uscito dalla bocca del Pesce-cane insieme a Geppetto, smette finalmente di essere un burattino e diventa un ragazzo in carne ed ossa (grazie all'intervento in sogno della Fata).La caratteristica più nota e conosciuta di Pinocchio è il suo naso che si allunga a dismisura quando dice le bugie: questo compare nel capitolo XVII.

Oltre a richiami immediati e scontati di natura sessuale, c'è da notare come lo stesso Collodi, in Note gaie, affermi come «per nascondere la verità di una faccia speculum animae [...] si aggiunge al naso vero un altro naso di cartapesta».[4]Nel romanzo non vengono forniti particolari dettagli sull'abbigliamento di Pinocchio.

Egli però è spesso rappresentato con un cappello a punta, una casacca colorata e un paio di pantaloni lunghi fino al ginocchio (da qui chiamati «pinocchietti»).

Infatti, nel libro, si accenna a "un vestituccio di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d'albero e un cappellino di midolla di pane".

Nella versione Disney, l'aspetto è molto differente e il personaggio è vestito alla tirolese, con tanto di Lederhosen e un cappello con una penna.Pinocchio è fondamentalmente buono, ma cade spesso nella tentazione di farsi trascinare da brutte compagnie ed è incline alla menzogna.

A causa di queste caratteristiche si ritrova spesso nei guai, dai quali riesce però sempre a cavarsela.La storia sembra una rilettura libera del romanzo di formazione (il monello che piano piano diventa ragazzo maturo), sebbene, anche a causa dell'ambientazione fantastica, non manchino interpretazioni alternative.Secondo Italo Calvino, Pinocchio è l'unico vero picaro della letteratura italiana, seppure in forma fantastica: le sue avventure rocambolesche, a volte scanzonate a volte drammatiche, sono tipiche di questa figura letteraria che non ha avuto grande successo nella letteratura italiana.[5]Il critico letterario e prosatore Pietro Pancrazi ha interpretato Pinocchio come un monellaccio disubbidiente e viziato, come ne aveva conosciuti in Toscana; la sua metamorfosi da burattino di legno in ragazzo vero è la maturazione reale di un comune bambino toscano abituato a tante birbonerie in un giovanotto con un futuro davanti.[6]Un'interpretazione alternativa viene da Gian Luca Pierotti, che vede nel romanzo e nella figura di Pinocchio un'analogia con certi Vangeli apocrifi che narrano un'infanzia turbolenta di Gesù.

Inoltre si riferisce anche alla scrittrice americana Clara Clement che, nel suo Handbook of Legendary Art, sostiene come la prima manifestazione di Cristo sulla Terra sia stata un legno animato (living rod) e alla possibile interpretazione di alcuni temi del romanzo come riferimenti alla Crocifissione (lo stesso legno, l'episodio dell'impiccagione ecc.).

Pierotti cita la formazione in seminario dei Collodi e Pietro Coccoluto Ferrigni «Yorick» quando afferma che, nel periodo da Berlingaccio alle Ceneri i teatri fiorentini di marionette sostituissero le figure profane con quelle sacre e si passasse alla rappresentazione del battesimo di Gesù.

La bugiardaggine di Pinocchio starebbe allora nell'essere figura cristiana che non appare tale e che si muove in un ambiente che, almeno in apparenza, cristiano non è.

Si tratterebbe in definitiva di un presepio animato toscano, laico e profano all'apparenza, ma cristiano nel contenuto.A Vernante (Cn) sono presenti sulle facciate del centro storico murales narranti le avventure di Pinocchio.

Realizzate da due pittori amatoriali del luogo i disegni riprendono le tavole del pittore Attilio Mussino (che visse i suoi ultimi anni nel paese alpino) il cui lavoro più importante fu l'illustrazione, in occasione dei trent'anni dalla pubblicazione del libro e dei cinquant'anni dall'unificazione nazionale, del più importate lavoro di Collodi.

Nel 2005 è stato inaugurato il Museo Attilio Mussino, nei pressi della chiesa parrocchiale nei locali sottostanti l'ex confraternita (risalenti al 1200) che si propone di conservare e divulgare il lavoro del fumettista e le opere lasciate in dono alla pro loco; all'interno del museo sono presenti numerose tavole, dipinti, bozzetti, libri e riviste (soprattutto il Corriere dei piccoli).

Sono possibili, previo appuntamento con la Pro loco, visite guidate ai murales e allo stesso museo.
Link alternativi
Immagine non disponibile

Pinocchio

Non hai effettuato l'accesso con f Connect
Condividi questo video. Sui diari, pagine e gruppi.